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Il giocatore da tenere d’occhio: Huw Jones

Andrew Lawton

6 Jan 2018

La storia sportiva di Huw Jones è forse la rappresentazione perfetta, con tutte le sue affascinanti contraddizioni, del rugby moderno.

Nato ad Edimburgo ma istruito nel Somerset, dove ha trascorso i suoi anni di formazione scolastica, è in Sudafrica che il giocatore dei Glasgow Warriors ha sperimentato e maturato il rugby che lo ha portato a diventare uno dei centri più forti del mondo.

Grazie ad un Gap Year, il periodo “sabbatico” che molti giovani britannici utilizzano per fare esperienze prima dell’inizio dell’Università, Jones si trasferisce nel 2012.

Il suo esordio con False Bay nel 2013 lo mette sui radar dei selezionatori universitari sudafricani e così, tramite la University of Cape Town finisce nel roster degli Ikey Tigers.

Le sue prestazioni nella Varsity Cup gli regalano la chance di giocare con Western Province il campionato Provinciale Under 21 e, nel 2015, si conquista il posto nel gruppo degli Stormers che prepara la stagione di Super Rugby.

Da assoluto esordiente fa il suo debutto dalla panchina nel derby contro i Bulls ed entra nella rotazione del centrocampo bianco-blu sia in Currie Cup che in Super Rugby anche per le due stagioni successive.

Grazie al suo fisico impressionante (186 centimetri per quasi 105 chilogrammi di peso) e all’aggressività “acquisita” nell’esperienza sudafricana, Jones rappresenta oggi il 13 perfetto per un piano di gioco che predilige le linee dirette all’esterno e le sue innate abilità nell’uno contro uno ne fanno oggi uno dei giocatori più pericolosi del mondo.

A livello internazionale il centro scozzese viene inserito per la prima volta nella lista dei 27 atleti selezionati da Vern Cotter per il Tour estivo in Giappone del 2016 e fa il suo debutto entrando dalla panchina nella seconda sfida contro i nipponici vinta 21 a 16 al Ajinomoto Stadium di Tokyo (il Tokyo Stadium).

La prima apparizione da titolare coincide con la successiva uscita della Nazionale del Cardo e fa innamorare mezza Scozia: il 12 novembre, di fronte ad un Murrayfield stracolmo, segna due mete all’Australia nella sconfitta 22 a 23 decisa da una trasformazione di Foley (meta di Kuridrani) a quattro minuti dalla fine.

Il resto è storia. Parte titolare in tutte le partite dell’ultimo Sei Nazioni, segna due mete all’Inghilterra nel deludente pomeriggio di Twickenham e, dopo aver saltato per infortunio il Tour estivo, torna protagonista inamovibile del centrocampo del neo-tecnico Paterson in Novembre, segnando sia contro Samoa che contro Nuova Zelanda ed Australia (due vittorie su tre).

Il suo bottino internazionale fino ad oggi recita un terrificante 7 mete segnate in 11 partite.

Nonostante sia impegnato da oramai due anni con la Scozia, Jones ha archiviato solo lo scorso 28 ottobre la sua esperienza sudafricana, giocando la finale della Currie Cup 2017 e portando Western Province al successo sui Natal Sharks con due mete e un premio da man of the match.

Quella di oggi a Parma, infatti, sarà la sua quarta presenza di sempre in maglia Warriors.