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Un derby da vedere, da gustare, da vivere

Andrew Lawton

23 Dec 2017

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Sarà lo scontro dei 536 caps Azzurri. Sarà il primo confronto stagionale tra due realtà ancora lontane dal top europeo ma senza alcun dubbio in crescita.

Sarà anche la prima volta per il coach delle Zebre Michael Bradley.

Insomma, i temi offerti da questo primo derby dell’anno sono tanti e solo alle 15.00 sapremo chi e come avrà inteso, lavorato e interpretato al meglio questa prima sfida.

Sulla carta quello del Comunale di Monigo è un match a senso unico:  Treviso soffre, forse, qualcosa in prima linea, più che altro per la giovane età dei suoi piloni.

Ma dalla seconda linea (formata dalla invidiabile coppia Budd-Zani) al triangolo arretrato Hayward-Esposito-Ioane, per valori assoluti il match sembra pendere decisamente dalla parte dei padroni di casa. Qualche incertezza in mediana, dove Violi e Canna hanno i numeri per sorprendere, e a centrocampo, dove a dominare sarà la sfida, interessantissima, tra Sgarbi e Castello.

Sembra però che le Zebre abbiano oggettivamente poco a cui aggrapparsi.

Da non sottovalutare poi, l’effetto Monigo.

Più di una volta il pubblico dell’impianto trevigiano è riuscito a spronare i propri beniamini al punto tale da riportare miracolosamente sul giusto binario partite talmente complicate da sembrare sul punto di deragliare.

Fin qui tutto bene. Se non fosse che la sfida tra le due sole formazioni professionistiche italiane si è dimostrata, nel corso degli anni (ovvero fin dagli “albori” delle sfide degli Aironi…), una partita capace di ribaltare ogni più approfondita e accurata analisi sui singoli e sui reparti.

A Treviso le Zebre hanno vinto solo una volta nella loro giovane storia e i bianco-verdi dominano lo storico degli scontri diretti 7 a 4, ma nelle ultime due stagioni il bilancio è in perfetta parità (2 vittorie per parte) e gli emiliani sono riusciti nel 2016 a centrare proprio quel primo e unico successo a Monigo. Dal vivo o in tv (diretta Eurosport alle 15.00), match assolutamente da non perdere.

IN FAVORE DEL BENETTON TREVISO

La qualità a 360° che il triangolo allargato bianco-verde offre a Crowley potrebbe risultare l’elemento in grado di fare la differenza per i Leoni della Marca. Non solo gamba (Esposito e Ioane), infatti, ma anche capacità di valutazione del gioco, soprattutto nel contrattacco lungo (Hayward), e fisico. Tanto fisico.

IN FAVORE DELLE ZEBRE

La prima linea titolare bianco-nera potrà disporre dell’esperienza di Chistolini, del valore di Lovotti e del dinamismo di Fabiani.

Tre punti chiave per le fasi statiche e per il lavoro di quantità in gioco aperto, soprattutto contro un reparto avversario che si affiderà alla voglia di emergere di giocatori giovani e relativamente inesperti come Pasquali e soprattutto Baravalle e Quaglio.

Attenzione in quest’ottica alla scelta di Crowley di far partire Zani e Traore dalla panchina.

IL GIOCATORE CHE PUO’ FARE LA DIFFERENZA

MONTY IOANE: se servito a dovere, il fisico e la velocità del 23enne neozelandese di origini samoane potrebbe essere troppo per la trequarti bianco-nera.

Non sono infatti solo i 90 e passa chili spalmati sui circa 180 centimetri di altezza a rendere l’ex Makos (e Reds, e Stade Francais e…) un potenziale finisher di classe europea, ma la capacità di accelerare e buttarsi come se non ci fosse un domani nei pertugi offerti dalle difese avversarie (e le ultimamente  Zebre ne offrono parecchi). Instabile, incostante, a volte evanescente.

Tutto vero ma questa è esattamente la sfida di Crowley: oggi potrebbe essere il suo giorno.

IL GRANDE ASSENTE

GIOVANNI LICATA: sembrerà strano, probabilmente per il fatto che non ha neppure ventuno anni e che non è nemmeno di proprietà delle Zebre, ma l’assenza nella terza linea bianco-nera del flanker Azzurro oggi avrà un peso specifico non indifferente.

Soprattutto per il controllo del poker bianco-verde Barbieri-Steyn-Douglas-Zanni e per la capacità di lasciare Meyer libero di proporsi in attacco.

Il fatto poi che oggi il ragazzo siciliano sarà in panchina in un derby tra Fiamme Oro e Lazio, match di tutt’altro spessore (con tutto il rispetto per le due formazioni romane), la dice lunga sulla sua gestione.

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