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Il giocatore da tenere d’occhio: Blair Kinghorn

Enrico Borra

Enrico Borra

28 Oct 2017

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Edinburgh team to face Benetton Rugby

A soli 20 anni, Blair Simon Kinghorn si appresta a tagliare un traguardo importante nel rugby professionistico: il giovanissimo talento scozzese festeggerà infatti oggi a Monigo la cinquantesima presenza con la maglia dell’Edimburgo in Guinness PRO14.

Promosso a Murrayfield direttamente dall’Accademia rosso-nera al termine del Mondiale Under 20 disputato in Italia nel 2015, il ragazzo 100% Edimburgo, ha esordito nell’allora campionato italo-celtico già nella quinta giornata della stagione 2015/2016, in occasione del match perso contro le Zebre a Parma, subentrando dalla panchina ad una decina di minuti dal fischio finale.

Nato e cresciuto nella città scozzese, Kinghorn si è formato rugbisticamente con il club nel quale milita attualmente e, dopo aver rinunciato al sogno di diventare un calciatore professionista (ha militato nelle giovanili degli Harts of Midlothian), per nostra fortuna ha deciso di inseguire la carriera ovale.

Dotato di un fisico imponente (è alto 196 centimetri per 100 chilogrammi scarsi di peso), di una ottima velocità di base combinata ad un’esplosività non certo comune, il playmaker ex stella delle nazionali giovanili del Cardo, sotto la guida di Richard Cockerill è entrato in una fase critica del suo percorso di crescita professionale.

A Monigo il talento scozzese si presenta forte della doppietta realizzata una settimana fa in trasferta ai russi del Krasny Yar in Coppa ma, più in generale, sulle ali di un inizio di stagione stellare che lo ha visto protagonista nell’avvio travolgente di Edimburgo in Guinness PRO14. In meta contro i Blues e i Dragons nelle prime due giornate di campionato, Kinghorn si è dimostrato in ogni occasione uno dei giocatori più pericolosi in campo e le sue linee di corsa hanno terrorizzato le difese di mezza Europa.

Estremo con potenziale da mediano di apertura, in attacco la sua abilità di scegliere il canale più interessante nel quale infilarsi lo ha reso particolarmente devastante in fase di contrattacco, soprattuto quando è testato con calci lunghi poco efficaci e senza pressione che gli concedono spazio e tempo per decidere che tipo di linee seguire. La sua crescita anche nel gioco manovrato lo sta però portando ad un livello di efficacia che potrebbe presto metterlo in concorrenza con un mostro sacro del rugby scozzese: quello Stuart Hogg che è divenuto il simbolo del nuovo running rugby di marca scozzese tanto da strappare addirittura anche un posto nel prestigioso gruppo dei British&Irish Lions negli ultimi dei due Tour in Australia e Nuova Zelanda.

La difesa è al momento il vero cantiere che rende il potenziale dell’opera Kinghorn ancora non pienamente comprensibile. Molto valido sul movimento nella seconda linea e nella copertura della profondità, nell’uno contro uno, specialmente in occasione degli interventi sulla linea del vantaggio, Kinghorn deve migliorare l’efficacia del suo intervento nello spazio, spesso male utilizzato per la scelta del timing d’impatto.

Una cosa è certa però: oggi a Monigo il Benetton Treviso dovrà limitarne le folate offensive, cercando di evitare in tutti i modi di offrirgli palloni di qualità. Per il pubblico italiano, sarà invece una splendida occasione per vedere all’opera uno dei giovani talenti più promettenti del Vecchio Continente.